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Qual è l’origine della Tiella di Gaeta?

Cos’è veramente la Tiella di Gaeta, come nasce e in cosa differisce da quella pugliese?

Solitamente si distingue tra due famose “tielle” in Italia:

  • quella Pugliese, che ha riso e cozze e assomiglia piuttosto alla paella spagnola
  • quella Gaetana, che è più simile a una pizza, famosa nelle versioni con polpo oppure scarola o cipolle

In entrambi i casi, il nome ha natura dialettale e deriva dal contenitore usato.

Un piatto nato per i poveri, ma amato dai ricchi

La verità è infatti che l’invenzione della tiella ha origine nella necessità dei pescatori del borgo gaetano di consumare sia il pescato che la farina.

Come afferma la Pro Loco Gaeta:

Sicuramente la ricerca di piatti sempre più gustosi portò all’elaborazione della “tiella”, che consiste, nel modo più semplice, nell’interporre tra due sfoglie di pizza, un ripieno composto di prodotti di terra o di mare, o da entrambi.

Da questa secolare tradizione la tiella permetteva a contadini e pescatori di avere un pasto completo che si conservasse anche per alcuni giorni.

Si narra che Ferdinando IV di Borbone ne fosse un grande estimatore, anzi secondo alcuni ne fu proprio l’inventore.

Sembra, infatti, che il sovrano nei suoi soggiorni a Gaeta preferisse confondersi con gli abitanti del borgo marinaro e contadino posto fuori le mura e fu in questi luoghi che stupito dall’abilità con la quale le massaie preparavano la pizza elaborò il doppio strato di pasta con il ripieno di pesce o verdura, la tiella appunto, da lui considerata “primo, secondo e terzo”.

Ed anche l’aristocrazia cominciò ad apprezzarla, in particolare quella con i calamaretti, pregiatissima; mentre sarde, alici, scarola e baccalà erano le più diffuse tra il popolo del borgo marinaro e contadino che ancora oggi ne custodisce il segreto.

Dopo la caduta del regno Borbonico nel 1860 divenne pasto principale per tutti gli emigranti che fino agli anni ’50 lasciavano Gaeta alla ricerca di un lavoro.

Ridimensionata nel consumo durante i periodi del boom economico, anche perché ricordava miseria ed arretratezza, negli ultimi anni è ritornata prepotentemente alla ribalta per la sua innegabile bontà ed anche per il recupero storico-culturale messo in atto dall’associazione Gaetavola.

La Tiella di Brio, tra tradizione e innovazione

La famiglia Lisi-Zamberti -titolare di Brio Bar, uno dei principali locali del litorale sud-laziale – produce fin dal 1991 la tipica Tiella di Gaeta seguendo i principi della tradizione.

Negli ultimi anni, Brio ha introdotto 2 importanti elementi di innovazione, per rendere questo fantastico piatto ancora più leggero e gustoso, oltre che salutare, con l’uso di esclusivo di:

  1. Lievito madre
  2. Farine integrali

Da qui nasce il segreto della Tiella di Brio:

Il mix tra impasto e ripieno di alta qualità, ma decisamente leggero e digeribile.

Ma per capire davvero di cosa si tratta devi provarla…

…e finalmente puoi riceverla direttamente a casa tua – ovunque ti trovi in Italia!